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Mafia, problema d’Europa

Intervista a Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto.

FIRENZE — Grazie a Toscana Media Channel, pochi giorni prima dell’attuale “coprifuoco”, noi studenti del Michelangiolo abbiamo potuto intervistare Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Antonino Caponnetto e copresidente dell’OMCOM – l’Osservatorio Mediterraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie. Salvatore Calleri è autore del libro: “Il manuale di sopravvivenza alla mafia”.



“La mafia è il primo problema del nostro paese ma è forse anche il primo problema dell'Europa”. Questa è la tesi di Salvatore Calleri, perfettamente coerente con la sua coraggiosa scelta di dedicare la vita alla lotta contro la criminalità organizzata. Era infatti il 1991 quando conobbe Antonino Caponnetto, e da quel momento non si è più tirato indietro; negli ultimi anni Calleri ha dato vita a una fondazione che porta il nome del vecchio amico magistrato; è poi diventando consigliere della Fondazione Sandro Pertini e ha iniziato anche a coordinare il progetto OMCOM. 

La sua lotta quotidiana dura ormai da trent'anni e non ha intenzione di fermarsi, perché “lo Stato è oggi più forte, ma una parte di questo è distratta. C'è sempre più bisogno che l'opinione pubblica rivolga la propria attenzione verso queste tematiche”.

“In Italia la mafia fattura 200 miliardi all'anno, in Toscana 15! Si tratta di cifre enormi e si riferiscono alle entrate di quella che altro non è che una grande holding che detiene il controllo di tante società minori. E così, proprio come una grande holding, la mafia agisce su più fronti, dalle truffe telematiche, alla compra-vendita di immobili (particolarmente attiva a Firenze, dove opera in collaborazione con la mafia cinese più forte d’Europa), alla gestione diretta o indiretta di posizioni politiche e amministrative. L’immenso giro d’affari che gravita attorno all’impresa dell’illecito  sottrae inesorabilmente ricchezza al territorio a proprio vantaggio. Si vuole avere un’idea di quanto potrebbe guadagnare lo Stato Italiano con i soldi stornati da quelle attività mafiose? Beh, in 15 anni potrebbe ripianare il suo debito pubblico. Questa valutazione ci dà la misura dell’impegno con cui tutti noi, sia per dovere, sia per interesse, dobbiamo combattere una delle battaglie più importanti del nostro tempo”.

Ultimamente molti prodotti audiovisivi e letterari hanno indirizzato l’attenzione delle persone alle mafie, da Gomorra al Romanzo criminale, a Suburra. Calleri si dice irritato perché, afferma: “questi prodotti, sia televisivi sia letterari rischiano di creare dei miti, offrendo un’immagine spesso falsamente affascinante del mondo mafioso e dei suoi protagonisti”. “In realtà sono anche contrario a Il Padrino, di Coppola” dichiara. “Se il mio giudizio estetico su quel film è ovviamente positivo devo dire che, culturalmente parlando, ha creato dei danni enormi alle argomentazioni della nostra lotta”. Questi contenuti proprio per la qualità estetica con cui sono presentati si può dire che siano responsabili della percezione che la gente viene ad avere nei confronti dei fenomeni criminali e mafiosi".

“Ma dott. Calleri, non pensa che generino comunque una sana consapevolezza fra gli spettatori?" gli chiediamo.  “In un pubblico colto, forse, ma nella maggior parte delle persone possono risultare deleteri, molto deleteri”.

Pensosi chiudiamo qui l'intervista, ringraziando il dottor Calleri per la disponibilità.

Agli indirizzi web http://www.omcom.org/?m=1 e http://www.antoninocaponnetto.it è possibile trovare report aggiornati e articoli.

Tommaso Becchi e Luca Parisi, 3C, Liceo Classico Michelangiolo (FI)

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