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11 ANNI DI TEMPO

​UNICEF/clima: circa il 90% del peso delle malattie attribuibili al cambiamento climatico ricade sui bambini sotto i 5 anni

  • Circa 530 milioni di bambini vivono in aree con una frequenza di inondazioni estremamente alta;
  • Circa 300 milioni di bambini vivono in aree in cui l’inquinamento atmosferico è almeno 6 volte maggiore rispetto ai limiti internazionali fissati dall’OMS;
  • Abbiamo solo meno di 11 anni per attuare i cambiamenti necessari ad evitare l’impatto peggiore dei cambiamenti climatici.
  • Circa 160 milioni di bambini vivono in aree ad alta o estremamente alta intensità di siccità, principalmente in Africa e Asia.
  • Secondo un sondaggio UNICEF circa l’80% dei bambini e degli adolescenti considera i cambiamenti climatici la problematica più urgente da affrontare.

24 maggio 2019 – In occasione del secondo Global Strike for Future, l’UNICEF ricorda che i cambiamenti climatici hanno un impatto sproporzionato sui bambini e i giovani – circa il 90% del peso delle malattie attribuibili al cambiamento climatico ricade sui bambini sotto i 5 anni.

I cambiamenti climatici comportano un aumento dell’impatto delle calamità sui più vulnerabili. Circa 530 milioni di bambini vivono in aree con una frequenza di inondazioni estremamente alta. Le inondazioni compromettono la fornitura di acqua sicura e danneggiano le strutture igienico-sanitarie, aumentando il rischio di diarrea e altre epidemie di malattie a cui i bambini sono più vulnerabili. Eventi meteorologici estremi, come una maggiore frequenza e intensità di siccità, inondazioni, ondate di calore e altre condizioni climatiche gravi, causano distruzione e contribuiscono alla crescente diffusione delle condizioni più letali per i bambini, come malnutrizione, malaria e diarrea.

Anche l’inquinamento atmosferico è strettamente legato ai cambiamenti climatici. Circa 300 milioni di bambini vivono in aree in cui l’inquinamento atmosferico è almeno 6 volte maggiore rispetto ai limiti internazionali fissati dall’OMS, di conseguenza respirano aria tossica e ciò mette a rischio la loro salute e il loro sviluppo cerebrale.

I cambiamenti climatici comportano inoltre un aumento dello stress idrico dei più vulnerabili. Circa 160 milioni di bambini vivono in aree ad alta o estremamente alta intensità di siccità, principalmente in Africa e Asia. La siccità può portare a cattivi raccolti e all’aumento del prezzo del cibo, che comporta insicurezza alimentare e deprivazione nutrizionale per i più poveri, che possono a loro volta avere un impatto lungo tutta la vita per i bambini.

Il tempo sta per scadere: le ultime ricerche indicano che abbiamo solo meno di 11 anni per attuare i cambiamenti necessari ad evitare l’impatto peggiore dei cambiamenti climatici. Questa è la prima volta nella storia che una generazione globale di bambini crescerà in un mondo reso molto più pericoloso e incerto a causa dei cambiamenti climatici e della degradazione dell’ambiente. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per ridurre le emissioni e l’inquinamento. Dobbiamo anche ridurre il rischio di calamità investendo nella preparazione alle emergenze e fare in modo che i servizi da cui dipendono i bambini siano resilienti ai cambiamenti climatici.

I bambini e i giovani sono gli attori principali del cambiamento, la loro partecipazione e il loro coinvolgimento sono elementi fondamentali per la risposta collettiva globale ai cambiamenti climatici: secondo un sondaggio condotto dall’UNICEF fra più di 5.000 bambini e adolescenti in oltre 60 paesi, circa l’80% di loro considera i cambiamenti climatici la problematica più urgente che affrontano oggi. Sempre più bambini e giovani nel mondo stanno agendo, anche i governi devono fare la loro parte.

Cosa fa l’UNICEF per i cambiamenti climatici – L’UNICEF supporta diverse iniziative per rendere le scuole, i centri sanitari e i servizi idrici e igienico sanitari – e altri servizi fondamentali per il benessere dei bambini – resistenti agli shock climatici e ambientali.

Per esempio:

  • In Africa Subsahariana: l’UNICEF sta aiutando ad ammodernare la catena del freddo per i vaccini a livello nazionale e a farla funzionare a energia solare per migliorarne l’affidabilità e la sostenibilità, ridurre le emissioni di diossido di carbonio e fornire i vaccini ai bambini nelle aree più remote.
  • In Kenya: l’UNICEF ha promosso delle soluzioni a energia sostenibile per la fornitura di servizi sociali di base, fra cui le pompe a energia solare in comunità vulnerabili a siccità e inondazioni, energia solare per le scuole e frigoriferi per i vaccini a energia solare.

Per maggiori informazioni:

Ufficio Stampa UNICEF Italia, tel: 06 47809233-346-272; cell: 335/7275877 e 334/1196798; e-mail: press@unicef.it; sito web: www.unicef.it

Portavoce: 342/8096397; e-mail: portavoce@unicef.it

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A CURA DI: gdb

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